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Oggi parleremo di come ottimizzare un sito SEO E nella fattispecie di tattiche SEO preistoriche, già superate, che sarebbe meglio perfezionare se vuoi migliorare l’indicizzazione e la conversione del tuo sito web.
Molti di noi praticano ancora tattiche SEO obsolete ritenendo che abbiano una grande influenza positiva, ma non è sempre così.
Ecco una serie di attività sostitutive che ti aiuteranno a crescere:.

La ricerca delle Keywords

AdWords contiene così tante parole chiave ed è spesso  impossibile capire quali davvero siano rilevanti dal punto di vista commerciale. Inoltre è molto impreciso riguardo i dati del volume. Se stai creando una campagna AdWords i dati sul volume migliorano, sebbene resti impreciso rispetto ai dati dell’effettiva campagna. Mancano infatti una serie di parametri critici, importanti per ottimizzare la SEO, tra cui il dato sulla percentuale di click, che è necessario saper interpretare e per dare la priorità alle parole chiave in modo efficace. Ormai si sa che questa funzione deve essere ben calibrata. Ricorda che costruire un articolo intorno ad una parola chiave non è fonte di maggiore indicizzazione; prova piuttosto alcuni strumenti basati sui dati clickstream e se hai il budget, sostituiscilo con qualcosa tipo Ahrefs o SEMrush o SeoCeros

Alcune funzionalità SERP – lo Snippet

snippetQuesta è probabilmente una delle più comuni tattiche di “dinosauro” ancora molto utilizzata da chi si occupa di ottimizzare la SEO: la corsa verso la prima pagina, dimenticando però alcune funzionalità molto utilizzate, come ad esempio la ricerca vocale, che sta diventando sempre pù popolare. In particolare sto parlando del corretto utilizzo dello Snippet.
Lo snippet è molto importante per ciò che riguarda la ricerca vocale. Il suo tasso di click-through è spesso superiore al primo risultato indicizzato Google. Ma non è tutto, per rafforzare la pagina agli occhi di Google non dimenticare l’Immagine SEO, la Local Seo e di utilizzare i social, ad esempio Twitter, che possa classificare anche i tweet quando cercati su Google. Non dimenticare la Teoria della coda lunga. Non perdere tempo ad inseguire parole chiave che non sono competitive come ti aspetteresti.

Se sottovaluti queste funzionalità SERP, ciò influirà negativamente sulla tua indicizzazione. Queste attenzioni in chiave SERP stanno influenzando i click, così oggi essere tra i primissimi risultati è un lavoro ancora ppiù delicato che in passato.

Link Building ma non solo

Quando un sito inizia ad apparire tra le prime pagine, la prima cosa naturale da fare per ottimizzare la SEO è lavorare proprio sul link building.
Effettivamente questo è stato il percorso più semplice in passato per salire nel ranking, una volta che Google ti aveva “preso in considerazione” i link erano d’aiuto per  svettare tra i primi risultati. Oggi però questa tattica da sola non funziona più, e se il tuo obiettivo è salire nel ranking puoi concentrarti su alcuni investimenti altrettanto facili da realizzare e più proficui.
Tieni in considerazione l’ottmizzazione UX, per garantire la migliore esperienza all’utente; aggiorna spesso i contenuti e fa’ in modo che siano di valore e pertinenti.
Concentrati sulla crescita del marchio, che sia associato maggiormente alla parola chiave e all’argomento, e tieni d’occhio il parametro della Searching Task Accomplishment.
Oggi i collegamenti da soli sembra che non siano più abbastanza, anche se sono ancora un potente fattore di ranking.

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seoSono sicuro che tutti noi spendiamo molto tempo assicurandoci che H1 e H2 – i tag del titolo, possano contenere le parole chiave; lo stesso facciamo con l’URL, inoltre si tende a ripetere un certo numero di volte la keyword nel contenuto, e ad asscirurarci che i titoli siano strutturati nella giusta sequenza.
Questo però da solo non è sufficiente ad ottimizzare la SEO se la parola chiave non è ben collegata all’argomento trattato. Assicurati che il contenuto del corpo utilizzi e spieghi gli argomenti, e conosci le parole e le frasi che gli utenti associano ad un dato argomento, e che Google conosce. Un esempio: se stai cercando di classificare “quartieri di New York” e hai una pagina che non include la parola Brooklyn o Manhattan o Bronx o Queens o Staten Island, le tue possibilità di posizionamento sono di gran lunga peggiori.
A questo punto, anche se il corpo è ben fornito di link ed il tag H1 è perfetto, non andrai comunque in classifica se non avrai utilizzato alcuni termini che Google riconosce attinenti (riguardo le query!) e che associa all’argomento.
A Google interessa particolarmente che il contenuto risolva la query del ricercatore.
Poni il focus sugli argomenti correlati, e sulle giuste parole chiave.

Come fare?

Controlla il tuo sito. Trova alcuni termini correlati che senti mancare nel contenuto che proponi.
In secondo luogo, aggiungi i topics in maniera intelligente, così che siano effettivamente descrittivi ed esplicativi.
Lo scatto sarà subito visibile per ciò che riguarda il ranking.

E tu? Qual è la tua tattica SEO?
La attendiamo nei commenti! A presto

Gerg Tamasi