Quali sono i SEO Trend 2019?

L’evoluzione tecnologica e il cambiamento delle abitudini degli utenti hanno permesso alla SEO di crescere in maniera esponenziale negli ultimi anni. Per questo motivo, come ogni anno, anche nel 2019 gli esperti di digital marketing della Scuola di Formazione Digital Coach hanno condotto un’indagine analizzando i Seo Trends che stanno aumentando la loro rilevanza in Italia per il 2019.

Come è avvenuta l’indagine SEO Trends 2019 di Digital Coach?

La ricerca ha visto coinvolti 239 professionisti del settore operanti in azienda, presso agenzie o come freelance ripartiti in quattro macrocategorie:

  1. SEO Specialist;
  2. Web Marketer (utilizzano oltre alla SEO anche SEM e PPC),
  3. Social Media Marketer (dedicati al Social Media marketing, al community management e alle digital PR, ma che comunque fanno hanno pratica di SEO),
  4. Digital Marketer (utilizzano sia le strategie web, che social).

Più della metà dei professionisti coinvolti svolgono attività di consulenza alle aziende come freelance o web agency e sono inseriti in micro e piccole aziende a dimostrazione che le competenze correlate alla SEO sono tipicamente in mano a specialisti, indipendentemente se lavorano in agenzia o in proprio.

Tutti gli intervistati hanno prima completato 18 quesiti di base sui fattori di ranking e in seguito hanno risposto a 4 domande:

  • Quali fattori di ranking stanno aumentando la loro rilevanza in Italia?
  • Quali fattori di ranking stanno diminuendo la loro rilevanza in Italia?
  • Quale soluzione è più adatta per la creazione di un sito web?
  • Quali sono i tools più utilizzati?
    SeoTrend

 

Quali sono i risultati dell’indagine SEO Trends 2019 sui fattori di ranking?

Ogni intervistato ha espresso il proprio parere sul fatto se il fattore di ranking fosse in crescita, stabile o in decrescita rispetto all’anno precedente. In questi termini sono poi stati riclassificati i fattori di ranking categorizzandoli con serie A o B o C (con A punteggio più alto). Vediamo insieme i risultati:

FATTORI DI RANKING:
RILEVANZA serie A:

  • Backlink (link in ingresso): rilevanza A, trend stabile
  • User experience: rilevanza A, trend in crescita
  • Architettura sito web (categorie, menu, tag): rilevanza A, trend in leggera crescita
  • Ottimizzazione mobile experience: rilevanza A, trend in crescita
  • Search Intent (comprensione e soddisfazione attraverso opportuni contenuti del bisogno/intenzione di ricerca dell’utente): rilevanza A, trend in crescita
  • Site Speed (velocità di caricamento delle pagine di un sito): rilevanza A, trend in crescita
  • Mobile content (produzione di contenuti validi e adatti al mobile): rilevanza A, trend in crescita

RILEVANZA serie B:

  • Semantica (correlate, sinonimi, abbreviazioni): rilevanza B, trend stabile
  • Ottimizzazione on page (H1, H2, TAG Strong, ecc): rilevanza B, trend in contrazione
  • Freshness (freschezza del contenuto di un sito): rilevanza B, trend in contrazione
  • Brand (notorietà e forza del brand): rilevanza B, trend stabile
  • Ricchezza del contenuto: rilevanza B, trend in forte contrazione 
  • SEO Title: rilevanza B, trend in contrazione
  • Geolocalizzazione: rilevanza B, trend in crescita
  • Media (immagini e video interessanti/utili in una pagina): rilevanza B, trend stabile
  • Https (utilizzo del protocollo di sicurezza): rilevanza B, trend stabile
  • Mark up/Schema.org (contenuti strutturati): rilevanza B, trend in contrazione

RILEVANZA serie C:

  • Social signals (ogni volta in cui un sito viene menzionato sui social media): rilevanza C, trend stabile

 

Quali fattori di ranking stanno aumentando o diminuendo la loro rilevanza in Italia?

fattori-ranking-aumento

Tra i fattori di ranking che i vari professionisti hanno ritenuto stiano aumentando la loro rilevanza in Italia rispetto al passato, il 70% ha risposto l’ottimizzazione Mobile, il 61% la User Experience (tutti gli elementi che contribuiscono ad avere una buona esperienza per l’utente, quando si naviga su una pagina come click through o il time on site),  il 59% la Search Intent cioè la comprensione e la soddisfazione attraverso opportuni contenuti del bisogno/intenzione di ricerca dell’utente.

 

fattori-ranking-diminuzione.alt

Per quanto riguarda i fattori di ranking in riduzione, invece, la risposta ottenuta è stata al primo posto la ricchezza dei contenuti con il 22%, al secondo posto con il 18% si posiziona la freshness ovvero la pubblicazione di nuove risorse, la freschezza del contenuto di un sito e quante volte viene aggiornato, al terzo la SEO title con il 17%.

 

 

Quale soluzione è più adatta per la creazione di un sito web?

Il CMS più utilizzato per la realizzazione di un sito ai fini SEO secondo gli esperti intervistati è WordPress. A seguire c’è la possibilità di sviluppare un sito ad-hoc in HTML.
Tra gli altri CMS citati troviamo Drupal, Joomla e Wix che per la maggioranza degli intervistati si rivela la soluzione meno adatta.

Quali sono i TOOLS maggiormente utilizzati nel 2019?

Tra gli strumenti SEO più utilizzati primo tra tutti si posiziona Semrush.

Vediamo nel dettaglio i risultati:

  • Semrush: 82,01%
  • Screaming Frog: 69,87%
  • Seozoom: 60,25%
  • Ah Refs: 38,08%
  • Majestic: 37,66%
  • Moz: 30,54%
  • Altro: 14,23%
  • Searchmetrics: 10,46%
  • Seo Power Suite: 8,37%.

 

Sei interessato a scaricare l’intera ricerca SEO Trends 2019 o anche quelle degli anni precedenti svolta dal team di Digital CoachCLICCA QUI.
E’ quindi opportuno valutare e adeguare la tua strategia di digital marketing in base alle esigenze che le tendenze impongono. Sei in grado di valutare in autonomia tutti i fattori di ranking  da utilizzare nella tua strategia? Hai bisogno di una consulenza per la tua azienda? Contattami così ti aiuterò a trovare la soluzione più adatta al tuo business.

 

Professioni Digitali, alle aziende italiane mancano ancora competenze

Professioni  Digitali: quali competenze sono necessarie per affrontare la rivoluzione digitale ormai sotto gli occhi di tutti?

Spesso abbiamo sentito parlare di industria 4.0, smart cities e digital transformation, ma come si stanno attrezzando le aziende per stare al passo con i tempi? Cerchiamo di capire quali sono le professioni digitali più ricercate per affrontare questa importante fase di transizione. Le aziende italiane hanno già iniziato a definire una digital strategy, soprattutto in ambito comunicazione e marketing dove i social network e il web stanno assumendo un ruolo fondamentale. A fotografare una chiara immagine del mercato del lavoro italiano ci ha pensato Digital Coach, scuola specializzata nella certificazione delle nuove professioni digitali, il cui portale ospita offerte di lavoro digitali riservate a tali ambiti.

professioni digitali

Dal 2015 a oggi, il sito ha visto pubblicate un totale di 463 offerte per digital marketing specialist o manager, 430 per social media manager, 206 per SEO specialist, 203 per web marketing specialist, 136 per SEM o PCC specialist, 113 per web marketing manager, 205 per e-commerce specialist o manager, 95 per web analyst, 105 per web content e copywriter, 72 per professionisti di user experience, 87 per digital/web project manager e 49 per digital PR.

Il fatto che il marketing e la comunicazione digitale siano diventati due elementi cruciali nelle strategie lo si evince anche dalle categorie di aziende che hanno utilizzato Digital Jobs. Sulla base di 564 proposte pubblicate nell’ultimo anno, oltre 200 sono di aziende tradizionali, più di 150 di web agency, circa 60 di agenzie di comunicazione e poco più di 40 società di recruitment.

Si tratta di un dato piuttosto rilevante per le professioni digitali perché mostra un mercato del lavoro in cui, nonostante le aziende tradizionali figurino al primo posto, le web agency svolgono ancora un ruolo predominante nel supportare le prime durante il loro processo di digitalizzazione.

Mancano ancora competenze

I risultati ci suggeriscono che le aziende stanno cercando di internalizzare molte attività legate al digital marketing ricercando figure in grado di gestire ed elaborare strategie di comunicazione attraverso web e social media. Ma è chiaro che mancano ancora le competenze per poter ristrutturare l’organico introducendo un’area dedicata al digital marketing, supervisionata da un manager interno.

Le aziende tradizionali, interessate alle professioni digitali,  sono alla ricerca di persone con competenze digitali su più fronti, rispetto a professionisti specializzati in un preciso ambito, in quanto necessitano di qualcuno che sopperisca alla mancanza di competenze interne e supervisioni il lavoro svolto spesso da professionisti esterni. Le offerte pubblicate sul portale hanno coinvolto principalmente l’area digital in generale, inteso come unione tra web e social, con il 37%, rispetto al 30% dell’area web, al 22% dell’area social e all’11% del mondo dell’e-commerce.

Sotto il profilo geografico, dalle statistiche del portale di Digital Coach risulta che l’area urbana in cui si concentra maggiormente la domanda di professioni digitali è Milano, già rinomata per il suo spirito innovativo. Battendo tutti con oltre 80% di offerte di lavoro pubblicate, Milano guida la classifica davanti a Roma che segue con il 15%, poi Torino, Bologna, Treviso, Padova, Firenze, Napoli, Reggio Emilia, Bergamo, Vicenza, Brescia e Bari, dove si concentrano solo il 5% delle offerte. Vista però la propensione delle grandi aziende a offrire forme di collaborazione più smart e agili non si esclude anche la possibiltà di svolgere anche il lavoro da remoto.

In quali settori merceologici?

I settori merceologici, sia B2B che B2C, in cui si registra un tasso di ricerca maggiore sono quelli della moda, food, salute, arredamenti e motori. Altro dato è quello relativo alla dimensione di queste aziende che hanno utilizzato il portale Digital Jobs per il reclutamento di nuovi professionisti: oltre il 52,6% delle offerte sono state pubblicate dalle piccole imprese, il 30,3% è attribuibile a medie imprese, mentre il 17,1% corrisponde a grandi aziende con oltre 1000 dipendenti.

Tra i profili meno ricercati, invece, figurano il mobile marketing specialist, l’affiliate marketing. Questo dato testimonia il fatto che le aziende a stento cercano le professioni del futuro, e qui ci troviamo anni luce indietro rispetto agli Stati Uniti dove il mobile marketing specialist ha un ruolo importante all’interno di una direzione di digital marketing.

Il cambiamento nel mondo digital è molto rapido e, già da quest’anno assisteremo a scenari leggermente diversi che vedranno sorgere nuovi professionisti e modelli di fare impresa. Il fervore che caratterizza questo settore è un’opportunità per tutti coloro che nutrono una forte passione per gli strumenti digitali, ma anche per quei professionisti impiegati nel marketing e nella comunicazione tradizionale per rispondere adeguatamente alle esigenze dei nuovi scenari.

professioni digitalDa questi dati si può comprendere come tutti i settori aziendali stiano cercando di abilitare le competenze digitali, pertanto le persone interessate alla formazione nel digitale sono in continuo aumento perché è una competenza importante da aggiungere nel proprio curriculum in modo tale da poter essere più visibili dalle aziende e più preparati professionalmente.

Per sostenere l’incursione nel mondo digitale è necessario che le aziende abbiano professionisti adeguati, quindi formare una buona squadra tecnica è una priorità, e le aziende che vogliono risultare vincenti sul mercato dovranno investire sempre più anche in formazione per essere sempre presenti, in ogni tappa nel customer journey del cliente.

eCommerce: cos’è e perché è utile alle aziende

Il commercio elettronico (eCommerce) è diventata la prerogativa di molte aziende. Questa scelta avviene perché aprire un’attività online è di fondamentale importanza se si crede nel futuro del mercato digitale e si vuole investire in esso.
Vediamo cos’è un eCommerce, gli step da affrontare per aprirlo e vantaggi e svantaggi intrinsechi di un’attività online.

Che cosa è un sito eCommerce?

Un sito eCommerce è l’insieme delle azioni che avvengono tramite internet per la commercializzazione di prodotti e servizi alla clientela. Il suo fenomeno può essere visto come l’attività di integrazione di business che avviene online in affiancamento alla più tradizionale attività di business offline o addirittura arrivando in alcuni casi a sostituirla completamente.
L’avvento dell’eCommerce segna quindi una rivoluzione delle attività di marketing delle aziende, sia che esse siano rivolte ad un Business to Business (B2B) che Business to Consumer (B2C). Diventa un aspetto non trascurabile per gli imprenditori che decidono di investire su internet.

Quali sono gli aspetti fondamentali da valutare per aprire un eCommerce?

Chiunque decida di aprire un’attività online deve essere consapevole che il business online incontra più concorrenza rispetto al business offline.
Non esistono più confini di tempo e di geolocalizzazione: ogni utente può arrivare ad intercettare un prodotto o un servizio 24 ore su 24, qualunque sia la collocazione fisica del brand.
Proprio per questo motivo bisogna trovare il modo per farsi trovare dai consumatori, emergere e differenziarsi dai propri competitor. Il prodotto o servizio offerto deve avere qualcosa di speciale e diverso da quelli della concorrenza che si trovano facilmente online.
Per avviare un proprio eCommerce bisogna possedere un proprio brand e fare in modo che i propri prodotti o servizi soddisfino il bisogno del consumatore.
La nascita delle attività online ha cambiato le abitudini di acquisto delle persone: il cliente deve essere messo al centro del progetto e il servizio o prodotto che gli viene offerto è uno degli aspetti più importanti, insieme all’esperienza dell’utente stesso.
E’ quindi fondamentale per il successo di un eCommerce la realizzazione di una strategia precisa di digital marketing.

Come funziona un eCommerce? Le caratteristiche che deve avere un sito eCommerce

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le 5 caratteristiche che costituiscono un eCommerce
– Un catalogo dei prodotti che descriva dettagliatamente le caratteristiche, i prezzi e le relative immagini
– Un sistema per selezionare i prodotti scelti dall’utente
– Un circuito per effettuare gli ordini ed i diversi metodi di pagamenti: carta di credito, bonifico, paypal, contrassegno
– Uno strumento che protegga il sito da rischi come eventuali attacchi virus e hacking
– Istruzioni chiare che permettono agli utenti una piacevole user experience fornendo tutte le informazioni sulle procedure per ordini, pagamenti, resi, rimborsi, garanzie, privacy e sicurezza dei dati.

Come fare ad aprire un sito eCommerce? La figura dell’eCommerce Manager

Scegliere di intraprendere un’attività commerciale online è un passo molto importante per il business di un’azienda ed è per questo motivo che non bisogna lasciare nulla al caso. E’ fondamentale rivolgersi ad uno specialista: l’eCommerce Manager, una figura che può essere interna o esterna all’azienda e che possiede le giuste competenze. L’eCommerce Manager ha la responsabilità di gestire e supervisionare tutte le fasi e tutti i processi della vendita online. Il suo ruolo prevede anche la capacità di coordinare sul piano tecnico i diversi comparti coinvolti nell’attività come lo sviluppo del sito, gli aspetti della SEO e della SEM. Deve essere in grado di lanciare nuovi prodotti, intervenire nella definizione delle politiche di prezzo, collaborare alle strategie di marketing, gestire un team, analizzare i dati del sito web.

Cosa cambia dalla vendita offline alla vendita attraverso un sito eCommerce?

La creazione di un sito eCommerce rappresenta la nascita di una nuova metodologia di vendita che presenta diverse differenze rispetto alla vendita offline:
– un eCommerce non ha vincoli di apertura e chiusura come il negozio tradizionale
– un vantaggio molto importante è quello di raggiungere utenti in tutto il mondo
– la digitalizzazione permette di mantenere tracciati gli utenti. I dati che sono utili all’analisi per la profilazione dei consumatori. Queste informazioni permettono di rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze dell’utente di cui ne conosciamo le scelte di consumo, le preferenze di acquisto e i comportamenti. L’azienda può sfruttare queste informazioni per offrire un’offerta mirata.
– fare in modo che il cliente abbia un’esperienza piacevole sul nostro e-commerce in modo da invogliarlo a ritornare e fare networking del nostro brand. Diventa quindi importante avere un buon customer care che si prenda cura del consumatore e lo possa aiutare ad ogni esigenza.

Come può essere utile l’eCommerce per internalizzazione di un’azienda?

L’eCommerce è uno degli strumenti più potenti a disposizione di un’azienda che decide di approcciare al mercato estero. A seguito della crisi che ha colpito l’economia italiana l’approccio al mercato estero attraverso un business online potrebbe essere la chiave per salvare, mantenere o meglio ancora sviluppare un nuovo sistema di business dove eccellenza e competenza sono la chiave del successo per fare la differenza.
L’internalizzazione di un’ eCommerce offre quindi alle aziende un’opportunità di crescita rispetto alle aziende non internazionalizzate, ma allo stesso tempo implica l’attuazione di processi mirati per la realizzazione.
Se si decide di competere su un mercato internazionale così vasto come quello rappresentato dall’eCommerce bisogna farsi trovare preparati.
Aprire un sito eCommerce può essere quindi una grande opportunità per l’avvio o il consolidamento del proprio business, approcciando a nuovi Paesi, a costi nettamente ridotti rispetto ad un processo di internazionalizzazione tradizionale.
Dalla parte del consumatore, invece, è possibile raggiungere prodotti e servizi che non sono disponibili sul proprio mercato.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi che può incontrare il processo di internazionalizzazione di un’eCommerce?

Vantaggi

– Il negozio è aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette qualsiasi sia il fuso orario dell’utente
– promuovere il proprio prodotto o servizio su scala mondiale
 – Il numero di persone che possono acquistare contemporaneamente è illimitato
– Personale da dedicare ridotto
– Non sono necessarie strutture fisiche nei nuovi mercati perché può essere gestito tutto dalla propria sede
 – Il catalogo può essere sempre aggiornato
 – Nessuna spesa di gestione del negozio fisico

Svantaggi

-Il web è accessibile a tutti e quindi la concorrenza è maggiore. E’ fondamentale mettere in atto una strategia mirata  per farsi trovare e farsi scegliere dai consumatori. Bisogna quindi investire in campagne marketing per aumentare la visibilità del proprio brand
– un negozio online richiede aggiornamenti costanti, sviluppo tecnologico e miglioramenti continui
– personale dedicato per evadere gli ordini in tempo
– ogni paese ha le proprie normative e a volte le autorità doganali possono ostacolare l’esportazione di prodotti avvalendosi di un corriere che gestisca in meno tempo possibile la consegna del prodotto.
Ti è stato utile l’articolo? Hai bisogno di una consulenza per la tua azienda? Contattami così ti aiuterò a trovare la soluzione più adatta al tuo business.

Google Analytics: Come Funziona

google analytics

Google Analytics è una piattaforma che in modo semplice e gratuito ti permette di monitorare i numeri e informazioni anonimizzate sui visitatori del tuo sito web.

Infatti, potrai anche avere migliaia o milioni di visitatori ogni mese, ma ciò sarebbepraticamente inutile se non sai nulla riguardo la nicchia che ti segue. 

Con la sua solida analisi web e gli strumenti di reporting, Google Analytics può aiutarti a ottenere il massimo dai visitatori e potenzialmente trasformarli in clienti.

Oltre a monitorare il numero di visitatori, Google Analytics fornisce informazioni chiave sul rendimento del tuo sito web e su cosa puoi fare per raggiungere i tuoi obiettivi.

Puoi tenere traccia di tutto, da quanto traffico arriva sul tuo sito web, da dove proviene, e come si comportano i visitatori.

Puoi persino monitorare le attività sui social media, monitorare il traffico delle app mobili, identificare le tendenze e integrare altre fonti di dati così da prendere le giuste decisioni aziendali

.Ecco come utilizzare Google Analytics per il tuo sito web.

Informazioni Base su Google Analytics

Per iniziare  ecco una panoramica di come configurare Google Analytics sul tuo sito web:

• Accedi a Google Analytics con il tuo account Google

• Fai clic sul pulsante Admin nella barra laterale in basso a sinistra della dashboard

• Seleziona un account o crea un account

• Fare clic sul menu a tendina per creare una proprietà

• Clicca sul sito web e aggiungi il nome e l’URL del tuo sito• Scegli il tuo settore• Scegli il tuo fuso orario

• Fare clic su Ottieni ID di tracciamento

• Installa l’ID di monitoraggio sul tuo sito web

Qui ci sono anche alcuni termini che dovresti sapere:

Google Analytics

Account: dove trovi tutti i tuoi profili. È possibile impostare più profili in un account o disporre di più account per profili diversi.

Profili: i siti Web o l’app che desideri monitorare

ID di monitoraggio: codice univoco aggiunto al tuo sito che consente a Google Analytics di monitorarlo.

Conversione: visite che si trasformano in clienti o potenziali clienti.

Canale / Sorgente del traffico: mostra da dove proviene il tuo traffico, come referral o link da altri siti, motori di ricerca, social media ed e-mail.

Durata della sessione: quanto tempo i visitatori trascorrono sul tuo sito.

Frequenza di rimbalzo: percentuale di visitatori che visualizzano solo una singola pagina del sito. 

Comportamento specifico del visitatore, ad esempio quando un visitatore fa clic su un annuncio, guarda o interrompe un video, scarica un file e altro.

Pagina di destinazione o Landing Page: la prima pagina che un visitatore visualizza quando visita il tuo sito web.

Ricerca organica: chi  visita il tuo sito da un link proveniente da una pagina dei risultati di ricerca.

Segmento: un modo per filtrare i dati, ad esempio per categoria e differenti  visitatori.

Report da non perdere

Acquisizione: ti mostra da dove viene il traffico, se dai motori di ricerca, social media, campagne di email marketing e link da altri siti web. Lo troverai sotto la scheda Acquisizione.

Parole chiave:  quali parole di ricerca i visitatori usano per trovare il tuo sito web su un motore di ricerca? Troverai questo rapporto nella scheda Comportamento, sotto Cerca sito.

Conversioni: tiene traccia del numero di visitatori che si convertono in iscritti alla newsletter, acquirenti e clienti effettivi. Fai clic sulla scheda Conversioni e scegli un tipo o una categoria di conversione per visualizzare un rapporto.

Valore a vita – i report sul lifetime value tracciano i visitatori per tutta la loro durata, dalla loro prima visita alle conversioni, alle visite di ritorno, agli acquisti futuri e oltre. Questo può aiutarti a capire cosa ha trasformato questi visitatori in clienti e cosa li ha spinti a tornare in modo da poter implementare le modifiche. Il valore a vita si trova nella scheda Pubblico.

Utenti attivi: monitora quanti visitatori sono effettivamente attivi sul tuo sito in un determinato periodo di tempo, ad esempio la settimana passata, 14 giorni o il mese. Questo ti mostrerà quali pagine stanno visitando gli utenti più attivi in ​​modo da poter capire cosa sta mantenendo la loro attenzione e applicarla al resto del tuo sito web. Puoi trovare il rapporto utenti attivi nella scheda Pubblico in Utenti attivi.

analytics

Una delle cose migliori di Google Analytics è che offre una gamma di metriche che gli utenti possono personalizzare per soddisfare le loro esigenze. Tutte le funzionalità di Google Analytics sono accessibili e configurate dalla barra laterale di sinistra.

Ecco tre caratteristiche che contano di più per le piccole imprese:

Traffico

Scopri da dove provengono i tuoi visitatori e i tuoi clienti.

Basta fare clic sulla scheda Acquisizioni nella barra laterale di sinistra e sarai in grado di visualizzare tutte le sorgenti di traffico, come canali, referenti e ricerche organiche

.Sarai anche in grado di individuare i termini di ricerca utilizzati dai visitatori che sono stati indirizzati al tuo sito web. Google Analytics esegue automaticamente la scansione di oltre 20 principali motori di ricerca, come Google, Bing, Yahoo, MSN, AOL e, ovviamente, tutte le proprietà di Google.

Report Personalizzati

I rapporti personalizzati ti consentono di configurare le metriche in base a categorie che non sono incluse nelle impostazioni predefinite.

Ad esempio, se possiedi un negozio online, questa sezione ti consente di tracciare il traffico in base a dimensioni, colore e codice del prodotto.

È anche possibile integrare fonti di dati esterne, come il software CRM (customer relationship management). Basta fare clic sulla scheda Personalizzazione e creare le tue metriche.

Impostazioni Social

Non è sufficiente eseguire semplicemente una campagna sui social media. È imperativo monitorare anche i risultati.

google analytics

Google Analytics può aiutare integrando i social media nelle metriche di tracciamento.

Anche se non puoi aggiungere il tuo codice di monitoraggio di Google Analytics ai tuoi account di social media, ciò che puoi fare è aggiungerli in Impostazioni social.

Ad esempio, se possiedi un canale YouTube, puoi monitorare le attività aggiungendo il tuo account utilizzando il tuo URL YouTube.

Per monitorare le campagne sui social media, fai clic su Acquisizione nella barra laterale sinistra. Qui puoi aggiungere campagne, monitorare le pagine di destinazione, monitorare le conversioni e altro ancora.

Ti è stato utile questo articolo? Contattaci per conoscere tutti i segreti per far crescere sempre di più la tua azienda. 

Contenuti Creativi: 5 regole da provare

contenuti

Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I piantagrane. I pioli rotondi nei fori quadrati. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Puoi citarli, non essere d’accordo con loro, glorificarli o denigrarli. L’unica cosa che non puoi fare è ignorarli. 

Più di 20 anni dopo, un’intervista con Kathy Klotz-Guest al Content Marketing World mi ha fatto venire in mente che la pubblicità di Apple, che richiamava immagini di alcuni dei più grandi leader, artisti, visionari, inventori e pensatori del XX secolo.

Oggi risponderemo alla domanda su come creare una cultura che promuova veramente idee creative e risposte che facciano eco ai sentimenti, come nell’esmpio qui riportato di Apple. Credimao che le idee più interessanti derivino dal capovolgere le aspettative, rompere gli schemi e correre dei rischi.

Ecco cinque regole e convenzioni che dovresti impostare sulla rottura e su cosa fare invece per creare un programma di marketing più intelligente.

Rendi tutto misurabile e ripetibile

I marketer sono spesso spaventati da cose che non possono quantificare o replicare. Questo va a discapito dei contenuti creativi. Troppe aziende, persone e team acquistano questa mentalità: “voglio vedere cosa fanno le altre aziende.” Ma tu non sei quella compagnia. I tuoi clienti sono diversi. Il tuo percorso è diverso, così come la tua storia.

Dai alle persone quello che si aspettano

Il modo migliore di pensare alla creatività è chiedersi: Come possiamo capovolgere le aspettative dei nostri clienti per e sorprenderli positivamente? Posizionati dove i tuoi concorrenti non sono e non agiscono. In questo nuov spazio potresti trovare buone prospettive. Se ti spaventa, probabilmente lo stai facendo bene.

Niente paura di osare

Viene dal chiederre “cosa succede se”. Ad esempio, “E se andiamo contro le ipotesi e lavoriamo su due cose che normalmente non ovrebbero andare insieme?” Potresti inventare idee sorprendenti. La creatività richiede tempo perchè le idee prendano il volo.

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Crea le tue regole e sperimenta

Assicurati che i team capiscano di poter correre dei rischi. Promuovi una cultura in cui i membri del team sappiano che i loro manager possiedono un atteggiamento schietto quando prendono rischi. Le aziende devono iniziare con la cultura dello sperimentare e assumere un atteggiamento di propositivo.
Se i team non nutrono fiducia nell’azienda, sarà molto difficile sperimentare.

Ricompensa i risultati

Se tutto ciò che fai è premiare i risultati, questo metodo privilegerà un modo di pensare lineare. Immagina si premiare il team per quante idee sono state generate. Non quante idee valide, ma quante idee. Oppure li hai premiati per abbattere i muri e lavorare con altri dipartimenti per creare nuove storie. Rafforza il comportamento che vuoi vedere. Diventa un’organizzazione di apprendimento e un’organizzazione impegnata in curiosità rispetto a un’organizzazione impegnata nei risultati.

Il tuo turno

Cosa pensi? Stai abbattendo lo status quo essenziale per idee di contenuto veramente creative? Come esci dalla tua comfort zone per creare contenuti creativi? Fatemi sapere nei commenti.

Marketing Mix: quale strategia scegliere

marketing

Marketing Strategico, Operativo e Marketing MIx

Il Marketing Operativo è da intendersi come proiezione sul campo di un piano di marketing strategico più ampio.

Il Marketing Strategico invece, è da intendersi come l’analisi più ampia che tende ad individuare la collocazione ottimale del brand e a gettare le linee strategiche di evoluzione del marchio al fine di guadagnare un vantaggio competitivo.

Il Marketing Operativo è una strategia a breve o medio termine, che prevede l’allocazione di un budget definito e si pone obiettivi facilmente misurabili.

Tutto ciò a cosa serve?

Il Marketing Strategico si occupa di analizzare i bisogni dei potenziali consumatori per sondare le opportunità del mercato e sviluppare le nuove proposte competitive. L’obiettivo del marketing Operativo è invece quello di agire sulla brand awareness e sulla commercializzazione del brand stesspo.

Il Marketing Strategico sta dunque a monte, è l’abbondante sorgente da cui sgorga l’analisi. Il Marketing Operativo sta invece a valle, è il rivolo d’acqua che scorre sul campo, dopo che le importanti teorizzazioni devono fare i conti con le pragmatiche azioni di marketing e soprattutto con budget limitati

Brand Awareness: marketing

 

Come realizzare un piano Marketing Operativo:

  • disegna il piano e la sua policy
  • coordina le attività tra quelle più specificatamente di marketing con altre funzionalità dell’impresa
  • sviluppa un piano marketing interno e relazioni pubbliche, con orientamento strategico
  • esecuzione e controllo

Il Marketing Mix

Prodotto, marca, packaging:

  • sono l’essenza del posizionamento. Sono strettamente interrelati
  • forniscono contributo maggiore a costruzione di notorietà e degli atteggiamenti potitivi necessari a realizzare il posizionamento

Si può riuscire a vendere una volta il prodotto ma se si sentiranno ingannati i clienti non daranno una seconda chance

Dal Markeitng Mix analizziamo

  • il prodotto,
  • il marchio
  • il packaging e la sua
  • distribuzione.

Il prodotto

Nuovi prodotti inseriscono cambiamenti e auspicano crescita, ma attenzione, possono rendere il vostro primo prodotto obsoleto.
Un’altra cosa che puioi fare è concentrarti su un nuovo posizionamento per un prodotto già esistente. Ciò richiede un cambiamento di percezione del consumatore.

Oppure puoi enstedere la linea, ampliando a nuovi gusti, odori, colori e dimensioni.

Possono esistere tutavia alcuni fattori che condizionano il prodotto:

  • la segmentazione di prodotto, a seconda del ciclo di vita del prodotto, può rendersi necesaria una differenziazione.
  • innovazione del prodotto, sulle nuove esigenze del consumatore (nuove funzionalità o skills)

 

Il Brand

Per sviluppare il tuo brand nell’ottica del marketing mix, sarà necessario definire e gestire una serie di immagini, associazioni e percezioni che il consumatore dovrà poi assimilare in relazione al prodotto.

Duqnue si scelgono simboli, nomi ed elementi grafici che agiscano sulla percezione del consumatore in modo coerente con il posizionamento del prodotto.

Più il brand comunica in maniera efficace, più il consumatroe è in grado di defnire un comportamento d’acquisto omogeneo al mercato-obiettivo

Il nome del brand deve ovviamente essere in linea con il prodotto e la sua strategia deve evidenziare componenti in grado di comuniacare le percezioni chiave ai target.

La strategia di brand deve essere sviluppata in parallelo alla strategia del prodotto.

Il Packaging

  • veicola il brand
  • contiene e conserva il prodotto
  • protegge dai danneggiamenti
  • deve aiutare il consumatore, fungere talvolta da semplificatore all’uso del prodotto
  • deve essere studiato in funzione di stoccaggio e trasporto e degli usi del prodotto.

La Distribuzione

Come fare in modo che i consumatori trovino il tuo prodotto?
Dopo aver superato i passagi di produzione/vendita, è necessario stabilire una serie di operazioni volte da intermediari o canali, con il compito di rendere disponibile il prodotto nel luogo giusto, coi giusti tempi e in ottima quantità.

Anche la distribuzione è influenzata dal ciclo di vita del prodotto, dovtrai decidere se distribuire un nuovo prodotti limitatamente o se necessita di assistenza speciliastica.

Ricorda di effettuare sempre un’analisi dei modelli distributivi dei competitor, è possibile individuare canali pubblicitari alternativi, dove il mio posizionamento può risultare dominante?

Tutto chiaro?

A presto !